Perché l’Eremo Sant’Egidio è un luogo speciale del Matese
L’Eremo di Sant’Egidio si trova sul versante orientale del massiccio del Matese, sopra la città di Bojano, a circa 1025 metri di quota, immerso in un bosco di faggi e affacciato sulla piana sottostante. Il complesso è formato da una chiesetta a navata unica e da un piccolo rifugio, con portico e tavoli all’esterno, usato ancora oggi come punto di sosta per escursionisti e pellegrini.
Secondo le ricostruzioni storiche, l’eremo nacque tra il IX e il X secolo come cenobio legato ai monaci cistercensi o ai Templari, lungo i percorsi che collegavano le fortificazioni di Civita Superiore e Roccamandolfi, sui due versanti del Matese. Nel tempo divenne rifugio per eremiti e viandanti, un luogo di passaggio e di preghiera sospeso tra i paesi di fondovalle e le creste di confine.
Oggi l’eremo è legato alla parrocchia dei Santi Erasmo e Martino di Bojano e resta un punto di riferimento affettivo per la comunità: sede di celebrazioni, feste popolari e giornate di cammino come quelle dedicate alle “vie degli eremi” del Matese. Ogni anno, intorno al primo settembre, le famiglie risalgono i sentieri, i gruppi scout montano le tende nei prati vicini e l’eremo torna per qualche ora a essere un piccolo villaggio di montagna, con il suono della campana che si mescola alle voci.
Tutto questo avviene in un contesto naturale che negli ultimi anni è stato riconosciuto anche a livello nazionale: l’area del Matese molisano rientra oggi nel Parco Nazionale del Matese, erede dell’omonimo parco regionale, un territorio protetto di quasi 88.000 ettari che custodisce doline, pianori carsici, laghi, foreste e borghi di montagna tra Molise e Campania.
A pochi chilometri, il pianoro di Campitello Matese completa il quadro: in inverno è una delle principali stazioni sciistiche dell’Italia centro-meridionale, con circa 40 km di piste e 7 impianti di risalita; in estate diventa base perfetta per escursioni, mountain bike e passeggiate a cavallo. L’escursione all’Eremo Sant’Egidio è uno dei tasselli più suggestivi di questa rete di sentieri.
Escursione all’Eremo Sant’Egidio: itinerari, difficoltà e come arrivare
La cosa bella dell’escursione a Eremo Sant’Egidio nel Matese è che puoi adattarla al tuo livello: ci sono giri brevi perfetti anche per famiglie, anelli escursionistici più lunghi dal bosco delle Pianelle e itinerari di cresta che collegano Campitello Matese, Serra le Tre Finestre e l’eremo, ideali per chi ha più allenamento.
1. Itinerario Pianelle – Eremo Sant’Egidio: la classica tra faggete e panorami
Il percorso trekking Pianelle – Eremo di Sant’Egidio è uno degli itinerari più noti del Matese molisano. Il sito ufficiale di Campitello Matese lo descrive come itinerario di tipo escursionistico con:
- Lunghezza: circa 2.150 metri (solo andata)
- Dislivello: circa 155 metri
- Tempo di percorrenza: circa 2 h 25 min all’andata e 2 h 30 min al ritorno per escursionisti in cammino
- Difficoltà: E – Escursionistico
Il percorso si sviluppa in gran parte in quota, su un dislivello contenuto, seguendo un sentiero ben segnato nel bosco con alcuni tratti panoramici sulla piana di Bojano. L’eremo dispone di un punto d’acqua, una sorgente preziosa nelle giornate più calde.
Come arrivare al punto di partenza (Pianelle)
Per raggiungere la località Pianelle si sale in auto da San Massimo verso Campitello Matese. Poco prima del pianoro sciistico, lungo la strada che risale il versante, si incontra uno slargo erboso e un’area di sosta che funge da punto di partenza per diversi sentieri. Da qui inizia l’itinerario CAI n. 116, ovvero l’accesso principale all’eremo.
Guida passo-passo (indicativa)
- Partenza alle Pianelle (circa 1.230 m) – Dal parcheggio si imbocca il sentiero segnalato, entrando subito nel bosco di faggi.
- Traverso nel bosco – Il tracciato procede quasi sempre in leggera discesa o falso piano, su fondo di terra e pietrisco, con qualche tornante e radici affioranti.
- Deviazione per Fontana Patrizi (facoltativa) – Alcuni anelli prevedono una deviazione verso Fontana Patrizi, antico abbeveratoio in pietra del XIX secolo. È un allungamento consigliato a chi ha più tempo e gamba.
- Arrivo all’Eremo Sant’Egidio (circa 1.080–1.090 m) – La faggeta si apre su un piccolo pianoro dove si affacciano chiesa, rifugio e sorgente: una scenografia semplice ma emozionante, soprattutto nelle giornate limpide.
Per chi è adatto? Questo itinerario, affrontato con calma, è adatto a chi ha un minimo di abitudine a camminare in montagna. I tempi indicati dagli enti locali si riferiscono a una comitiva escursionistica; chi è più allenato può ridurli sensibilmente, mentre famiglie con bambini devono prevedere soste, curiosità e fotografie lungo il percorso.
2. Anello Pianelle – Fontana Patrizi – Eremo Sant’Egidio: un giro completo per chi ama i boschi
Chi vuole trasformare la passeggiata all’eremo in un’uscita più strutturata può seguire l’anello delle Pianelle e dell’Eremo di Sant’Egidio.
I dati tecnici indicativi dell’anello sono:
- Lunghezza: circa 8,4 km
- Dislivello complessivo: circa 418 m
- Quota di partenza: ~1.235 m (Pianelle)
- Quota massima: ~1.235 m (si rimane in quota con leggere salite e discese)
- Difficoltà: E – Escursionistico
- Durata: circa 4 ore comprese le soste
Il giro si svolge quasi interamente in faggeta, su antiche carrarecce e sentieri che collegano tre punti chiave: Pianelle, Fonte Patrizi e l’Eremo Sant’Egidio. Fontana Patrizi è un fontanile–abbeveratoio in pietra risalente al XIX secolo, mentre l’eremo, con la sua sorgente, è la meta simbolica dell’escursione.
Questo anello è ideale per chi ama camminare a lungo nel bosco, con pochi tratti esposti, e vuole combinare escursioni e storia locale. È perfetto anche come allenamento per chi, nei giorni successivi, ha in programma trekking più impegnativi su cime come Monte Miletto e La Gallinola, già descritti in altre guide di I Love Campitello Matese.
3. Da Campitello Matese all’Eremo Sant’Egidio: giro ad anello con vista su Bojano
Per chi vuole partire direttamente dal cuore della località turistica, la piattaforma Komoot segnala un giro ad anello “Vista su Bojano – Eremo di Sant’Egidio” con partenza da Campitello Matese. Il tracciato indicativo è di circa 6,5 km con 190 m di dislivello positivo e negativo, classificato come escursione facile, adatta a chi ha un livello base di allenamento.
Le tracce disponibili mostrano un percorso che sfrutta sterrate e sentieri che collegano il pianoro di Campitello con la zona delle Pianelle e, da lì, con l’Eremo Sant’Egidio, chiudendo un anello panoramico sulla piana di Bojano. È un giro perfetto per:
- chi vuole un’uscita di mezza giornata con rientro in hotel o in rifugio;
- chi pratica escursioni in Molise in famiglia, con ragazzi già abituati a camminare;
- chi cerca un itinerario “soft” per il primo giorno di vacanza, prima di affrontare percorsi più lunghi.
In inverno, varianti simili vengono usate anche con le ciaspole, approfittando del fatto che l’area delle Pianelle si presta a itinerari su neve senza particolari difficoltà tecniche.
4. Per escursionisti esperti: da Campitello Matese a Serra le Tre Finestre e giù all’eremo
Per chi ha gamba e esperienza, alcune sezioni del CAI propongono una traversata più impegnativa che collega Campitello Matese, la cresta di Serra le Tre Finestre e l’Eremo Sant’Egidio, con rientro alle Pianelle o verso il fondovalle.
Una scheda tecnica del CAI Foggia indica, per l’itinerario Campitello Matese – Serra le Tre Finestre – Eremo di Sant’Egidio – Pianelle, i seguenti dati di massima:
- Località di partenza: Selva Piana (circa 1.450 m), sopra Campitello Matese
- Quota massima: circa 1.736 m (Serra le Tre Finestre)
- Dislivello complessivo: circa +500 / -700 m
- Difficoltà: E – Escursionistico (ma con tratti di cresta e discesa prolungata)
Si tratta di un’uscita lunga, da pianificare con attenzione, adatta a chi ha già confidenza con il terreno di montagna e con i dislivelli tipici del Matese. Il premio è un itinerario che unisce ampie vedute sulle cime principali, la discesa nel bosco e l’arrivo all’eremo, dove la sorgente rappresenta una vera ricompensa dopo la fatica.
5. Eremo Sant’Egidio in inverno: ciaspolate facili dalle Pianelle
Quando la neve copre i faggi e i prati intorno a Campitello Matese, l’Eremo Sant’Egidio diventa una meta perfetta anche per una semplice ciaspolata. Ci sono, ad esempio, tracciati itinerari come “Loc. Pianelle (1.235 m) – Eremo di Sant’Egidio (1.080 m)” di circa 6,8 km con 269 m di dislivello positivo, percorsi tranquilli e non particolarmente faticosi, adatti anche a chi muove i primi passi con le ciaspole o a famiglie abituate a camminare.
In questi casi è importante ricordare che, con la neve, i tempi si allungano, il sentiero può non essere sempre evidente e serve una buona valutazione delle condizioni meteo e del manto nevoso. Ma la ricompensa è grande: il contrasto tra il bianco della neve, il legno scuro del portico e la pietra chiara dell’eremo è una di quelle immagini che restano in mente a lungo.
Curiosità, errori da evitare e consigli pratici per l’escursione a Eremo Sant’Egidio
1. Non sottovalutare tempi e dislivelli
Sulla carta, molti itinerari verso l’eremo sembrano brevi. I numeri però vanno letti con calma: il Pianelle – Eremo Sant’Egidio ufficiale parla di 2,1 km all’andata, ma con tempi di oltre due ore per escursionisti medi; gli anelli più lunghi arrivano a 8–10 km con dislivelli che superano i 400–500 m.
Se parti con bambini o persone poco allenate, è meglio pianificare l’uscita come gita di mezza giornata, con pause programmate e margine per eventuali imprevisti. Un errore tipico è quello di partire tardi pensando di “fare in fretta” e trovarsi a rientrare al crepuscolo nel bosco.
2. Abbigliamento e attrezzatura: cosa mettere nello zaino
L’escursione a Eremo Sant’Egidio nel Matese si svolge in ambiente montano: anche se le difficoltà tecniche sono moderate, il contesto richiede il giusto equipaggiamento. Le raccomandazioni di sezioni CAI e associazioni di trekking per questi itinerari includono sempre alcuni elementi base.
- Scarponcini o scarpe da trekking con buona suola: i sentieri nel faggeto possono essere fangosi o scivolosi quando piove o in autunno.
- Strati tecnici: maglia traspirante, pile leggero, guscio impermeabile/antivento.
- Zaino da giornata con almeno 1–1,5 litri d’acqua a testa, anche se sono presenti fontane come quella di Fontana Patrizi e la sorgente dell’eremo.
- Cappello e crema solare in estate; berretto e guanti nelle stagioni fredde.
- Bastoncini da trekking utili sia in salita che in discesa, soprattutto sui tratti di fogliame o pietrisco.
- Piccolo kit di primo soccorso e coperta termica, sempre consigliati quando ci si allontana dai centri abitati.
3. Stagioni migliori e meteo del Matese
Il Matese è una montagna di confine, e il suo meteo cambia in fretta. Per l’escursione a Eremo Sant’Egidio i periodi migliori sono primavera e autunno: temperature miti, colori incredibili del bosco e buona stabilità. In estate è possibile camminare, ma conviene partire presto e sfruttare l’ombra dei faggi; in inverno, come abbiamo visto, la zona si presta alle ciaspolate, ma solo con equipaggiamento adeguato e valutazione attenta del bollettino neve.
4. Rispetto per il luogo: non è solo un “rifugio”
L’Eremo Sant’Egidio non è un semplice punto di appoggio: è un luogo di culto e di memoria per la comunità di Bojano e per molte persone legate a queste montagne. La chiesetta, il portico e la zona dei tavoli vengono usati per celebrazioni religiose, feste paesane e momenti di raccoglimento, oltre che per il turismo escursionistico.
Qualche accortezza semplice ma importante:
- evitare schiamazzi e musica ad alto volume in prossimità dell’eremo;
- non lasciare rifiuti, nemmeno “solo” organici o mozziconi;
- usare con rispetto la sorgente e le strutture del rifugio, ricordando che sono a disposizione di tutti;
- informarsi, se possibile, su eventuali eventi o funzioni in programma nel giorno dell’escursione.
5. Perché questa escursione conta per il territorio
Negli ultimi anni, progetti come il “turismo del cammino” nel Matese molisano hanno inserito itinerari come Pianelle – Eremo Sant’Egidio – Fontana Patrizi tra le proposte per far conoscere il territorio in modo lento e sostenibile. Camminare fino all’eremo significa contribuire a una forma di turismo che valorizza la rete sentieristica, i rifugi e la piccola economia locale, dall’accoglienza alle guide ambientali.
Quando arrivi davanti alla chiesa, magari dopo una mattinata di cammino, vedi quanto questa montagna tenga insieme passato e presente: i resti del cenobio medioevale, le opere di restauro recente, i tavoli pronti per un pranzo tra amici. È un luogo piccolo, ma racconta molto di come il Matese stia cercando un equilibrio tra spiritualità, natura e turismo outdoor.
Storie locali, stagioni ed esperienze per famiglie e gruppi
Un mattino alle Pianelle: una micro-narrazione
È presto, il parcheggio delle Pianelle è ancora silenzioso. Qualcuno chiude il bagagliaio tirando fuori zaini e bastoncini, un bambino sistema il cappellino storto, un nonno controlla per l’ennesima volta se nello zaino ci siano davvero i panini. Dopo pochi passi la strada scompare e resta solo il sentiero, coperto di foglie. Ogni tanto, tra i tronchi, si apre uno scorcio sulla piana di Bojano: le case sembrano piccoli punti chiari sotto la montagna. Quando il bosco si apre e appare l’Eremo Sant’Egidio, c’è sempre un attimo di silenzio: ognuno, per qualche secondo, pensa a qualcosa di diverso.
Feste, pellegrinaggi e “vie degli eremi”
L’eremo è da tempo legato alla vita religiosa e sociale di Bojano. La struttura è meta di feste popolari, in particolare attorno al 1° settembre, e di iniziative come cammini tematici dedicati agli eremi del Matese, che portano gruppi di camminatori e pellegrini a risalire i sentieri storici.
In queste giornate il prato davanti all’eremo si trasforma: si montano tavoli, arrivano famiglie da Bojano e dai paesi vicini, qualche gruppo di scout prepara il campo nei pressi del bosco. La stessa struttura che in inverno sembra un luogo isolato, immerso nella neve, diventa centro di una piccola comunità temporanea.
Un weekend tipo: escursione, sci e gite nei dintorni
L’escursione a Eremo Sant’Egidio si inserisce alla perfezione in un weekend a Campitello Matese. In inverno puoi alternare una giornata di sci sulle piste – circa 40 km serviti da seggiovie e skilift – a una ciaspolata facile nel bosco delle Pianelle. In estate, l’eremo può essere la “gita soft” tra una salita al Monte Miletto o un trekking verso la Gallinola.
Per chi viaggia in famiglia, una buona idea è dedicare un giorno alla valle: visita il centro storico di Bojano, sali a Civita Superiore, fermati a comprare prodotti tipici e, il giorno dopo, risali verso Campitello per l’uscita all’eremo. In questo modo si uniscono escursioni in Molise, storia sannita e vita di montagna.
Gruppi, guide e attività organizzate
Diverse realtà escursionistiche del territorio propongono uscite guidate verso l’Eremo Sant’Egidio con formula giornaliera, spesso con partenza dalle Pianelle e rientro ad anello. Alcune includono anche elementi esperienziali: racconto delle tradizioni locali, osservazione della fauna del Matese, laboratori per ragazzi.
Scegliere una guida locale può essere una buona idea se:
- è la tua prima esperienza di escursioni in Molise e vuoi scoprire anche “dietro le quinte” del territorio;
- viaggi con bambini o con un gruppo numeroso e preferisci affidarvi a chi conosce bene tempi, varianti e meteo;
- vuoi combinare l’escursione con attività didattiche o con un pranzo in rifugio.
Un passo dopo l’altro verso l’Eremo Sant’Egidio
L’escursione a Eremo Sant’Egidio nel Matese è molto più di un semplice sentiero che parte dalle Pianelle o da Campitello Matese. È un filo che collega la grande piana di Bojano alle creste del Matese, la storia antica di un cenobio medioevale alla vita quotidiana di chi oggi vive di montagna, turismo e agricoltura. Ogni itinerario – dal giretto facile di 6–7 km agli anelli più lunghi con Fontana Patrizi o Serra le Tre Finestre – racconta un modo diverso di stare in natura: più contemplativo, più sportivo, più spirituale.
Se stai programmando un soggiorno a Campitello Matese e vuoi unire panorami, boschi, neve o prati estivi, l’Eremo Sant’Egidio è una tappa che vale la pena inserire in agenda. Puoi usarlo come prima uscita di acclimatamento, come gita in famiglia, come tappa di un weekend lungo tra trekking e sci. Quando, alla fine della giornata, tornerai in paese con ancora il profumo del bosco addosso, guarderai verso la montagna sapendo che lì, nascosta tra i faggi, c’è una piccola chiesa di pietra che ti aspetta per un prossimo ritorno.
Se questo articolo ti è stato utile, puoi:
- scrivere un commento raccontando la tua esperienza all’Eremo Sant’Egidio o i dubbi che hai prima di partire;
- condividere la guida con amici che amano la montagna e le escursioni in Molise;
- esplorare altre guide di I Love Campitello Matese;
- seguire gli aggiornamenti su eventi, nuove escursioni e offerte stagionali iscrivendoti alla newsletter di I Love Campitello Matese o ai canali social del sito.
E se stai organizzando un weekend con amici, una gita scolastica o un’uscita di gruppo, puoi contattare le strutture e le guide locali per costruire insieme il tuo itinerario personalizzato: dal trekking all’Eremo Sant’Egidio alle gite sugli altri sentieri del Matese, sarà un modo concreto per sostenere il territorio e portarti a casa un pezzo di montagna nel cuore.
