In questa guida ti porto in cammino dal pianoro verde (e innevato d’inverno) di Campitello Matese fino al Castello Civita Bojano: scopriremo la sua storia normanna, i sentieri che attraversano il Matese e come trasformare questa escursione in una giornata speciale, tra trekking, ecomuseo medievale e sapori autentici del Molise.
Storia e anima del Castello Civita Bojano
Il borgo fortificato di Civita Superiore è l’acropoli antica di Bojano: un insediamento d’altura, oggi frazione, a poco più di 3 km sopra l’abitato di pianura. Attorno al suo castello, sin dall’alto Medioevo, si è sviluppato un sistema di mura, case e vicoli che controllava l’intera piana del Biferno e i passaggi attraverso il Parco del Matese.
Le rovine che vedi oggi appartengono a uno dei complessi fortificati più rilevanti dell’intera regione: il castello è indicato come uno dei più estesi del Molise, con una struttura che univa funzione militare e residenza nobiliare. In epoca sveva la fortezza fece parte del sistema dei castelli privati di Federico II, affidati a castellani di fiducia.
La pagina forse più affascinante è legata all’arrivo dei Normanni: nel XI secolo il feudatario Rodolfo de Moulins occupò la contea di Bojano e consolidò qui castello e cittadella fortificata. Dal suo nome deriva quello del Molise, dettaglio che rende questo luogo un simbolo identitario per l’intero territorio.
Grandi terremoti segnarono il destino del complesso: il sisma del 1456 e quello del 1801 provocarono danni tali da portare, nel tempo, al progressivo abbandono del borgo e della fortezza. Oggi restano tratti di mura, torri mozzate, corridoi difensivi e fossati scavati nella roccia, che permettono di intuire la pianta allungata a più recinti e la potenza del sistema difensivo medievale.
Camminare tra questi ruderi non è solo una visita culturale. È un’esperienza emotiva: pietra, vento e silenzio ti portano a immaginare cavalieri, contadini, mercanti che salivano quassù per controllare strade, greggi e confini. Per molti escursionisti, la salita al castello diventa il momento più contemplativo di un’intera vacanza a Campitello Matese.
Come arrivare al Castello Civita Bojano da Campitello Matese
Da Campitello Matese a Bojano: la discesa dal pianoro al fondovalle
Il primo passo per raggiungere il castello è scendere da Campitello Matese verso il fondovalle. La località dista poco più di una ventina di chilometri da Bojano: la strada scende con una serie di tornanti tra abetaie e boschi di castagno, passando per San Massimo, e richiede poco più di 20–25 minuti in auto in condizioni normali.
In auto si percorre la SP106 seguendo le indicazioni per Bojano. Chi viaggia in treno può arrivare alla stazione di Bojano e poi muoversi con taxi o bus locali verso Campitello e ritorno, verificando in anticipo gli orari delle autolinee regionali, che variano in base a stagione e giorni festivi.
Da Bojano a Civita Superiore: salire al borgo sospeso
Dal centro di Bojano una stradina di montagna risale il versante fino a Civita Superiore, il borgo d’altura che custodisce l’accesso al castello. Il FAI descrive Civita come il “borgo d’altura” della città, posizionato poco sopra i 700 metri di quota e collegato al paese di pianura da circa 3 km di salita.
Raggiunto il borgo, ci si ritrova in una manciata di case strette intorno a una piccola piazza e alla chiesa di San Giovanni Battista, affacciata su un balcone naturale sulla valle. Da questo belvedere parte il sentiero che sale ai ruderi del castello, segnalato da tracce evidenti nel terreno e da muretti di pietra.
Il tratto finale: il sentiero dei ruderi
Dal belvedere di Civita Superiore il sentiero verso il castello è breve ma in pendenza, su terreno che alterna roccette affioranti, erba e tracce di antiche opere difensive. La salita è relativamente semplice ma in alcuni punti risente del degrado e della mancanza di manutenzione, con tratti scoscesi e muretti a secco che richiedono attenzione.
Per questo è importante affrontare il percorso con scarponcini da trekking, bastoncini se non si è molto allenati e la prudenza di chi sa che anche una passeggiata “breve” in montagna merita rispetto. In cima, però, la ricompensa è notevole: una vista a 360 gradi sulla piana di Bojano, sui rilievi del Matese e sulle tracce della cinta muraria che abbracciava l’intera cittadella medievale.
Percorsi ed escursioni: dal castello ai sentieri del Matese
Sentiero Italia CAI: da Bojano a Campitello passando per il belvedere di Civita
Se ami le lunghe traversate, il Sentiero Italia CAI – tappa Q06 Bojano–Campitello Matese è la cornice perfetta per inserire la salita al castello in un trekking di giornata. Il tracciato ufficiale copre circa 13,2 km con un dislivello positivo attorno ai 1.300 metri, è classificato come percorso difficile ed è stimato in circa 5 ore e 40 minuti di cammino.
L’itinerario collega il centro di Bojano al pianoro di Campitello Matese, passando per ambienti molto diversi tra loro: boschi, praterie di quota, affacci sulla valle del Biferno. Sul tracciato è indicato il belvedere di Civita, che consente una deviazione per visitare borgo e castello prima di continuare la salita verso le quote più alte.
Per chi parte da Campitello, una possibilità è percorrere il Sentiero Italia in discesa fino a Bojano (organizzando un rientro con auto o navetta) e inserire la visita a Civita Superiore come “ciliegina” sospesa tra cielo e valle. In questo caso, il livello di difficoltà rimane adatto a escursionisti esperti, abituati a gestire dislivelli importanti e a muoversi su terreno di montagna.
Verso l’Eremo di Sant’Egidio: continuare il cammino oltre il castello
Dal castello, i sentieri non si fermano. Diverse tracce escursionistiche collegano Civita Superiore all’Eremo di Sant’Egidio, piccolo rifugio spirituale incastonato tra faggete e radure montane. Esistono varianti ad anello o andata e ritorno con lunghezza compresa, a seconda dei percorsi, tra pochi chilometri e itinerari più lunghi con dislivelli significativi, che possono superare i 600–800 metri.
Si tratta di percorsi per chi desidera una giornata intera sui sentieri, magari partendo da Bojano o da Civita e abbinando, nella stessa uscita, la visita ai ruderi, i panorami sulla valle e l’atmosfera raccolta dell’eremo. Chi parte da Campitello Matese può pianificare un weekend lungo: primo giorno escursione classica sui monti (come Monte Miletto o La Gallinola), secondo giorno discesa a Bojano e trekking verso castello ed eremo.
Consigli pratici, difficoltà e attrezzatura per l’escursione
Difficoltà del percorso
La salita dal borgo di Civita Superiore ai ruderi del castello è breve ma ripida in alcuni tratti. Il terreno è irregolare e in parte segnato dall’erosione e dall’abbandono: nulla di tecnico per chi è abituato a camminare sui sentieri di montagna, ma può risultare impegnativo per chi è alle prime armi o soffre di vertigini davanti a muretti e affacci sul vuoto.
Diverso il discorso per chi inserisce il castello in itinerari più lunghi, come il Sentiero Italia Q06 o i percorsi verso l’Eremo di Sant’Egidio: qui la difficoltà diventa medio–alta, con lunghezza e dislivelli da valutare con attenzione, soprattutto se si parte da Campitello Matese e si deve gestire il rientro.
Quando andare: stagioni e orari migliori
La primavera e l’autunno sono i periodi ideali per questa escursione: temperature miti, boschi che cambiano colore e giornate abbastanza lunghe da permettere di abbinare castello, borgo e magari una breve passeggiata nei dintorni. D’estate, il caldo sulla piana di Bojano si fa sentire, ma il borgo e il castello, leggermente più in alto, offrono aria più fresca, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio.
In inverno la zona può essere interessata da neve e ghiaccio, soprattutto se provieni da Campitello Matese, che in questa stagione diventa una delle principali località sciistiche del Centro-Sud, con circa 40 km di piste da discesa e oltre 15 km di tracciati per lo sci di fondo. In queste condizioni è prudente limitarsi alla visita del borgo o affidarsi a guide esperte.
Abbigliamento e attrezzatura consigliata
- Scarponcini da trekking con buona suola: indispensabili per i tratti più ripidi e sconnessi.
- Bastoncini telescopici: utili sia in salita sia in discesa per chi non ha grande esperienza.
- Giacca antivento e strati leggeri: il Matese sa cambiare umore in fretta, anche quando in valle fa caldo.
- Acqua e snack: non ci sono fonti garantite lungo il breve sentiero ai ruderi; porta sempre con te ciò che ti serve.
- Torcia frontale se pensi di fermarti fino al tramonto: scendere da un borgo arroccato al buio non è mai una buona idea.
Errori comuni da evitare
- Sottovalutare il dislivello: il Sentiero Italia tra Bojano e Campitello supera i 1.200 m di salita ed è un percorso per camminatori abituali, non per chi muove i primi passi.
- Arrivare a Civita troppo tardi: il borgo merita tempo, tra vicoli, belvedere e visita al castello. Meglio partire con luce piena, soprattutto se viaggi con bambini.
- Affidarsi solo al meteo di pianura: a Campitello e sui rilievi del Matese le condizioni cambiano più rapidamente che nella piana di Bojano.
- Improvvisare l’accesso in inverno: neve e ghiaccio possono rendere scivolosi strada e sentieri. Se non conosci la zona, meglio rinviare o appoggiarsi a una guida locale.
Storie locali, ecomuseo e sapori tra Bojano e Campitello
Civita Superiore come ecomuseo a cielo aperto
Negli ultimi anni Civita Superiore è stata valorizzata anche come ecomuseo medievale a cielo aperto, con visite guidate al castello e attività che intrecciano artigianato, musica e rievocazioni storiche: lavorazioni tradizionali di pietra, ferro e rame, laboratori sulla trasformazione del latte e del pane, spettacoli itineranti, giochi medievali e attività pensate per i bambini.
Per una famiglia in vacanza a Campitello Matese, una giornata tra borgo e castello può diventare così un’esperienza completa: mattina dedicata al trekking leggero verso i ruderi, pomeriggio tra laboratori, animazioni e assaggi di prodotti locali, rientro verso la montagna in serata, con la valle che si accende di luci sotto di voi.
La festa di fine estate e la vita che torna sulle mura
La vita del borgo ruota ancora attorno ad alcune tradizioni radicate: una delle più sentite è la festa di inizio settembre legata alla Madonna delle Grazie, che chiude idealmente il ciclo di celebrazioni estive di Bojano. In quei giorni le mura, le corti e le strade di Civita si riempiono di voci, musica e tavolate, restituendo per qualche ora l’idea di come doveva essere la vita in un borgo d’altura tra Ottocento e Novecento.
Una sosta di gusto: Risorta Locanda del Castello e i sapori del Matese
Dopo l’escursione, fermarsi a tavola completa l’esperienza. A Civita Superiore, la Risorta Locanda del Castello è un indirizzo conosciuto per chi cerca una cucina che mescola tradizione e creatività: grandi tavoli in legno, camino acceso e piatti che valorizzano funghi, tartufo e carni locali. Tra le specialità vengono proposti, ad esempio, tagliolini ai porcini e abbinamenti particolari con frutta di stagione, a testimonianza di una cucina che osa senza perdere il legame con il territorio.
È qui che molti escursionisti chiudono il cerchio della giornata: si parla del sentiero appena percorso, si confrontano tracce GPS e si pianificano nuove uscite, magari verso l’Eremo di Sant’Egidio o le grandi vette del Matese raggiungibili da Campitello Matese.
Perché inserire il Castello Civita Bojano nel tuo viaggio a Campitello Matese
Una vacanza a Campitello Matese non è solo neve, piste da sci e grandi vette come Monte Miletto: è anche la possibilità di scendere di quota e conoscere i borghi che, da secoli, dialogano con la montagna. Il Castello Civita Bojano è uno di quei luoghi che tengono insieme tutto: storia normanna, legami con Federico II, panorami aperti sul Matese e sul Biferno, e una comunità che continua a ritrovarsi tra le sue mura, tra feste, ecomuseo e buona cucina.
Se stai programmando il tuo soggiorno a Campitello, puoi:
- organizzare una gita in giornata dal pianoro al castello, con sosta a Bojano e Civita Superiore;
- inserire Civita in un weekend di trekking, combinando i sentieri del Matese con il Sentiero Italia;
- trasformare la visita al borgo in un’uscita perfetta per famiglie, grazie alle attività dell’ecomuseo e ai percorsi brevi ma panoramici.
Vuoi continuare a esplorare il Matese molisano? Sul sito I Love Campitello trovi altre guide dettagliate: le migliori escursioni a Campitello Matese, le salite a Monte Miletto e gli itinerari estivi come Campo dell’Arco e La Gallinola.
Se questo articolo ti è stato utile, puoi:
- condividerlo con chi sogna un’escursione in Molise diversa dal solito;
- lasciare un commento raccontando la tua esperienza al Castello Civita Bojano o a Campitello Matese;
- contattare le strutture locali o le guide segnalate sul sito per prenotare trekking, visite guidate o weekend tematici tra neve, sentieri e borghi.
Il Matese molisano sa sorprendere chiunque gli conceda tempo e passi lenti. Il Castello Civita Bojano, visto da Campitello o dal fondovalle, è un promemoria silenzioso: le storie più belle spesso iniziano da una deviazione sulla strada principale. Prenditi quella deviazione e lascia che il castello faccia il resto.
