A Santa Maria del Molise il monumento agli emigrati: memoria di un popolo partito senza dimenticare le radici

Nel cuore del Molise interno, a Santa Maria del Molise, c’è un monumento dedicato agli emigrati. Una presenza semplice ma dal significato profondo, perché racconta una storia che appartiene non solo a questo piccolo comune della provincia di Isernia, ma a tutta la regione: quella delle partenze, delle famiglie divise, dei ritorni estivi, dei cognomi molisani portati in Europa, nelle Americhe e in molte altre parti del mondo.

Santa Maria del Molise si trova in provincia di Isernia, ai piedi del Matese. Si tratta di un piccolo borgo caratterizzato dalle acque del Rio e dal borgo medievale di Sant’Angelo in Grotte, dove si trovano anche chiese di interesse storico. Le acque del Rio, un tempo utilizzate per mulini e per una centrale elettrica, sono una testimonianza della civiltà passata del paese.

Il monumento agli emigrati invita a leggere il presente del borgo attraverso una vicenda più ampia: lo spopolamento e l’emigrazione.

 

Il Molise e l’emigrazione: una ferita ancora aperta

Parlare di emigrazione in Molise significa parlare di un fenomeno storico, ma anche attuale. I dati più recenti confermano che la regione continua a perdere residenti. Secondo il Censimento permanente Istat, al 31 dicembre 2024 il Molise contava 287.814 residenti, 1.410 in meno rispetto al 2023, pari a un calo dello 0,5%. La provincia di Isernia, di cui Santa Maria del Molise fa parte, contava 78.755 residenti.

La diminuzione della popolazione molisana non dipende da un solo fattore. L’Istat segnala un saldo naturale negativo, cioè più morti che nati, pari a -2.339 unità, e un saldo migratorio interno negativo pari a -985: significa che, anche nel 2024, più persone si sono trasferite dal Molise verso altre regioni italiane di quante siano arrivate. Il saldo migratorio con l’estero è invece positivo, +2.350, ma non basta a compensare le perdite complessive.

Il dato forse più impressionante arriva dal Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes. Al 1° gennaio 2025 gli italiani iscritti all’AIRE, cioè residenti ufficialmente all’estero, erano 6.412.752. A livello nazionale il rapporto tra iscritti AIRE e popolazione residente è del 10,9%, ma in Molise arriva al 35,4%: il valore più alto tra le regioni italiane citate nel rapporto.

Questo significa che il Molise è una delle terre italiane più segnate dall’emigrazione. Non è soltanto una memoria del Novecento: è una realtà che continua a incidere sulla vita dei paesi, sul numero degli abitanti, sull’età media, sulle scuole, sui servizi e sulla tenuta sociale delle comunità più piccole.

Le destinazioni degli emigrati molisani

Le rotte dell’emigrazione molisana hanno seguito, nel tempo, due grandi direzioni: prima le Americhe, poi anche l’Europa e l’Australia. Le comunità molisane all’estero risultano documentate in Paesi come Argentina, Canada, Stati Uniti, Brasile, Venezuela, Australia, Svizzera, Francia e Irlanda, come emerge anche dagli elenchi regionali delle associazioni dei molisani nel mondo. L’Argentina è una delle mete più rappresentative della diaspora molisana, seguono il Canada e la Germania con 8.867 persone, il 9,9%. Accanto a queste destinazioni storiche, restano importanti anche Stati Uniti, Brasile, Venezuela e Australia, Paesi nei quali si sono formate comunità di origine molisana ancora legate ai paesi di partenza.

Santa Maria del Molise: un piccolo comune dentro una grande storia

Anche Santa Maria del Molise riflette le dinamiche dei piccoli centri dell’Appennino. I dati demografici elaborati su fonte Istat indicano che il comune aveva 645 residenti al 31 dicembre 2024, in calo rispetto ai 662 del 2023. Nello stesso anno il saldo naturale è stato negativo: 4 nati e 18 decessi.

Sono numeri piccoli, ma proprio per questo molto significativi. In un comune di poche centinaia di abitanti, ogni partenza pesa. Ogni famiglia trasferita altrove cambia il volto del paese. Ogni casa chiusa racconta una scelta, spesso obbligata, fatta per lavoro, studio o futuro.

Il monumento agli emigrati di Santa Maria del Molise assume quindi un valore civile: non è soltanto un omaggio a chi è partito, ma anche un richiamo a ciò che l’emigrazione ha lasciato nei paesi molisani. Da una parte ci sono sacrificio, lontananza e spopolamento; dall’altra ci sono legami mai spezzati, rimesse, ritorni, associazioni di molisani nel mondo e un’identità che ha continuato a vivere fuori dai confini regionali.