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Cos’è la Riserva Montedimezzo e perché vale il viaggio
La denominazione ufficiale è Riserva Naturale Orientata di Montedimezzo, nel comune di Vastogirardi, in provincia di Isernia. Fa parte della Riserva della Biosfera UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo, uno dei riconoscimenti ambientali più significativi per l’Alto Molise. È un dettaglio che conta, perché racconta bene il valore di quest’area: non un bosco qualsiasi, ma un paesaggio che unisce biodiversità, storia forestale e identità del territorio.
La riserva si estende per 291 ettari, tra 922 e 1.284 metri di quota. Qui dominano cerro e faggio, con la presenza dell’abetina relitta, elemento di grande interesse naturalistico nell’Appennino. Camminando, si entra in una foresta che non ha il carattere aperto e luminoso dei grandi prati d’alta quota del Matese, ma un fascino diverso: più raccolto, ombroso, quasi narrativo. Ogni tratto sembra custodire qualcosa, e non è difficile capire perché questa zona sia stata prima complesso forestale di pregio, poi Reale Riserva di Caccia in epoca borbonica e infine area protetta dello Stato.
È proprio questo il suo punto di forza per chi arriva da Campitello Matese: non offre una copia della solita escursione di montagna, ma un’esperienza diversa. Qui non si cerca la vetta a tutti i costi. Si cerca il bosco, il silenzio, la trama antica dei sentieri e il contatto con un Molise meno scontato e molto più sfaccettato.
Escursione nella Riserva Montedimezzo: sentieri, percorso e difficoltà
La Riserva Montedimezzo si presta a diversi tipi di visitatori grazie a una rete di 18 sentieri pedonali e ciclabili per oltre 21 km. Questo significa che non esiste un solo modo di visitarla: puoi scegliere una passeggiata breve, un itinerario facile da vivere con calma oppure un’uscita più articolata se vuoi trascorrere mezza giornata nel bosco.
Per una prima visita, il percorso più semplice da consigliare è il sentiero Colle San Biagio (S1), attrezzato anche per persone con disabilità. È lungo 1,9 km, ha 70 metri di dislivello e una difficoltà turistica. È la scelta giusta per chi vuole conoscere la riserva senza affrontare un trekking impegnativo, per chi viaggia con bambini o per chi preferisce un’esperienza più rilassata che sportiva.
I percorsi per chi vuole camminare di più
Chi desidera un’escursione più completa può orientarsi verso il settore del Faione. Le attività ufficiali della riserva segnalano due opzioni didattico-naturalistiche interessanti: un percorso su S1-S2 di circa 2,8 km e uno più ampio su S8-S9-S10 di circa 4,7 km. Quest’ultimo consente di entrare meglio nel cuore della foresta e di vivere una camminata più appagante, pur restando alla portata di un escursionista medio ben equipaggiato.
Per stimare i tempi, la rete sentieristica ufficiale offre un riferimento utile: su fondo facile e ondulato si considerano circa 4 km all’ora, mentre in salita un escursionista mediamente allenato guadagna circa 300 metri di dislivello all’ora.
La difficoltà, in generale, resta spesso tra turistica ed escursionistica, ma senza semplificare troppo. La riserva non è un parco urbano: dopo la pioggia il terreno può essere umido, in autunno le foglie possono rendere meno leggibile il fondo e alcuni tratti richiedono comunque passo attento. La scelta del sentiero dipende quindi dal tempo a disposizione, da chi è con te e dal tipo di esperienza che vuoi vivere.
A rendere la visita più ricca contribuiscono anche il museo naturalistico, le voliere, i recinti faunistici e l’area attrezzata vicino all’ingresso. Non è solo una camminata nel bosco, ma un’immersione più completa nel patrimonio naturale dell’Alto Molise.
Come arrivare da Campitello Matese: km e tempi in auto
La Riserva Montedimezzo non è vicinissima a Campitello Matese, ma resta una meta perfettamente sensata per una giornata intera. Il riferimento utile per il viaggio è questo: Campitello Matese dista circa 37,2 km da Isernia su strada, mentre Isernia dista circa 33,3 km da Vastogirardi. Da qui bisogna considerare l’ultimo tratto verso la Strada Provinciale Carovillense, dove si trova l’ingresso della riserva, circa 4 km prima di San Pietro Avellana.
Tradotto in termini pratici, la distanza complessiva da Campitello Matese è da considerare in modo realistico attorno ai 70-75 km, con un tempo di percorrenza in auto di circa 1 ora e 20 minuti / 1 ora e 35 minuti, variabile in base a traffico, meteo e soste. Non è un’uscita da improvvisare alle 11 del mattino con l’idea di “fare un salto”, ma una gita da costruire bene, magari partendo presto e dedicando alla zona almeno mezza giornata piena.
Il tragitto ha però un suo fascino. Si lascia alle spalle l’immaginario di Campitello fatto di pianori, impianti e grandi aperture visive, per entrare progressivamente in un Alto Molise più boschivo e appartato. È uno di quei trasferimenti che fanno già parte dell’esperienza: non solo arrivi a una riserva, ma attraversi un cambio di paesaggio che ti prepara mentalmente a un’altra montagna.
Consigli pratici, errori da evitare e attrezzatura utile
Il primo errore da evitare è trattare questa uscita come una passeggiata qualsiasi. Anche se molti sentieri della Riserva Montedimezzo hanno difficoltà contenuta, il contesto resta naturale e forestale. Servono quindi scarpe con buona suola, acqua, uno strato antivento e una minima pianificazione degli orari.
Il secondo errore è arrivare senza sapere come funziona l’accesso. L’ingresso per singoli, famiglie e piccoli gruppi è autorizzato in loco previa registrazione; per gruppi superiori alle 10 persone è invece necessaria un’autorizzazione preventiva. Prima di partire conviene sempre controllare eventuali aggiornamenti, soprattutto se stai organizzando la giornata con un gruppo o vuoi inserire una visita guidata.
Il terzo errore è sottovalutare il meteo e l’ambiente. In estate il bosco offre ombra preziosa, ma questo non elimina il bisogno di acqua e cappello. In primavera e in autunno, invece, l’umidità può cambiare la percezione del freddo più di quanto ci si aspetti. Il consiglio migliore è vestirsi a strati: una base leggera, uno strato termico se serve e un guscio facile da togliere o rimettere.
Infine, vale la pena ricordare due dettagli pratici che migliorano molto la visita: vicino all’ingresso c’è un’area attrezzata dove sostare, e il centro visite aggiunge contenuto all’esperienza, soprattutto se viaggi con bambini o con persone che amano capire il territorio oltre a camminarlo. In compenso, non conviene partire con scarpe lisce, zero acqua e l’idea di seguire il primo sentiero “a sensazione”. Nei boschi belli si entra meglio quando si è preparati con semplicità.
Perché può essere una bella idea anche per famiglie e gruppi
Non tutte le escursioni in Molise sono adatte allo stesso modo a chi viaggia in famiglia o in gruppo. La Riserva Montedimezzo, però, ha un equilibrio raro: unisce natura, accessibilità e valore educativo. Il sentiero Colle San Biagio consente una fruizione più inclusiva, il museo naturalistico arricchisce l’esperienza con contenuti sulla fauna e sul bosco, e l’area attrezzata vicino all’ingresso aiuta a gestire la giornata con ritmi più tranquilli.
Per le famiglie significa meno stress e più tempo di qualità; per i gruppi, la possibilità di vivere un’uscita che non ruoti solo attorno alla fatica fisica. E per chi parte da Campitello Matese è anche un modo per scoprire un Molise diverso: più raccolto, storico e narrativo, fatto di foreste, biodiversità, tratturi e memoria del paesaggio.
La Riserva Montedimezzo merita quindi un posto tra le gite da fare partendo da Campitello Matese quando vuoi conoscere un lato meno scontato del territorio. Non è la meta più immediata, ma proprio per questo può diventare una delle più memorabili: offre una montagna più intima, educativa e sorprendente.
